Sassi di Matera

I Sassi sono stati definiti come un paesaggio culturale per citare la definizione con cui sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Con il termine "Sassi" si indicano i due rioni che insieme a "Civita" e "Piano" formano il centro storico di Matera. La declinazione plurale deriva quindi da questa duplicità e non, come molti credono, dal fatto che una casa o una stanza all'interno di questi quartieri sia chiamata "pietra". I sassi sono distribuiti intorno e sul fondo di due valli, modellate dal flusso dell'acqua, prospicienti i cosiddetti "grabiglioni" [1] sul fondo degli stessi

Sasso Barisano si trova lungo la strada che esce dalla città, proseguendo verso Bari e rivolta a nord-ovest, contiene portali scolpiti e fregi. Sasso Caveoso, guardando a sud Montescaglioso, ricorda la forma a grotta di un teatro, con case disposte a gradoni. Ci sono vari rioni, i rioni e i nomi dei rioni sono i seguenti: u lammòrde, u paravèse, u pendàfeche, u mòlve, u chianèdde, u casalnàve. La Civita dove si trova la cattedrale romanica separa le due valli. Ai piedi della Civita e al margine superiore dei Sassi c'è il piano, che è il centro storico post-medievale, a cui Matera dopo lo spopolamennto si estende.

I Sassi di Matera sono un insediamento urbano che si è evoluto nel tempo da varie forme di civiltà e umanizzazione, da villaggi preistorici con radicati villaggi nel Neolitico ad habitat della Civiltà Rupestre Orientale (IX-XI secolo), costituisce il impianto urbanistico di fondo dei Sassi, comprensivo di marciapiedi, canali e cisterne; dalla città di origine normanno-sveva occidentale (sec. XI-XIII) e delle sue fortificazioni, alla continua espansione urbanistica rinascimentale (secc. XV-XVI) e barocca (XVII-XVIII secolo); infine, dal degrado della società dei servizi igienico-sanitari nella prima metà del XX secolo allo spostamento nelle leggi nazionali negli anni Cinquanta, fino all'attuale ripresa iniziata nel 1986 La legge dell'anno.